Come controllare la rabbia con i figli piccoli senza sensi di colpa

Foto dell'autrice, Isabelle Fontaine
Di: Isabelle Fontaine
Dottorato in Medicina, Università di Parigi
Pediatra all’Ospedale Necker

Ti capita mai di urlare contro i tuoi figli e subito dopo sentire un macigno nello stomaco?

Sai perfettamente che quella rabbia non porta a niente.

Anzi, spesso peggiora tutto: si alza la tensione, i bambini si sentono feriti… e tu peggio di prima.

Non sei sola. Sì, è proprio così.

Quella voce dentro che ti dice « ho esagerato », « rischio di rompere qualcosa di preziosissimo con loro »… la conosco bene.

Parlare davvero di come controllare la rabbia verso i bambini senza cadere nella trappola dei sensi di colpa è una cosa enorme.

Te lo assicuro: capirlo fa già la differenza per il benessere tuo e della tua famiglia.

Oggi vediamo insieme: perché ci arrabbiamo davvero, come fare per gestire quei momenti di tempesta e cosa puoi mettere in pratica SUBITO per tornare a essere genitore con serenità, senza vergogna né rimorsi infiniti.

UNA PICCOLA DOMANDA PER TE 🤔
Hai mai pensato che proprio nei momenti in cui perdi la pazienza, in realtà vorresti solo proteggere i tuoi figli dalla tua stessa stanchezza o frustrazione?
Vedi la risposta

Sì, spesso dietro la rabbia c’è solo un forte bisogno (e amore!), non incapacità. Già portelo riconoscere è il primo passo per cambiare davvero.

Perché perdiamo facilmente la pazienza con i nostri bambini?

Allora, questione da un milione di dollari.

Perché c’è quella miccia corta, eh?

Io mi ricordo ancora un giorno in cui dopo una notte praticamente in bianco, il mio bimbo di 3 anni ha deciso che doveva urlare a squarciagola per… una banana tagliata nel modo « sbagliato ».

PANICO.

Mi sono sentita tutt’altro che madre zen. Quella rabbia montava e… sì, ho urlato più forte di lui.

Ma sai una cosa? Secondo le ricerche (su psy.it lo confermano in tanti), quasi il 70% dei genitori italiani ammette di alzare la voce almeno una volta alla settimana.

Sette su dieci. Non sei strana. È semplicemente… umano.

La stanchezza cronica, la pressione, il carico mentale, le emozioni che girano all’impazzata: tutto si accumula.

E cosa fa il cervello? Si difende con l’arma che conosce meglio: la rabbia. Ma gridare, alla fine, ci lascia solo vuoti e ancora più distanti dai nostri bambini.

Su questo articolo molto utile sulle strategie per gestire la rabbia genitoriale ho letto che riconoscere COSA scatena la nostra reazione è già un passo enorme.

C’è una frase che amo: « Un genitore calmo non nasce così, si allena. »

Ed è davvero così!

UNA PICCOLA DOMANDA PER TE 🤔
Qual è la situazione che più spesso ti fa scattare la rabbia? Riesci a individuarla già adesso?
Vedi la risposta

Riuscire a dare un nome al “momento critico” è più potente di quanto pensi. Scrivilo su un foglio: sarà il punto di partenza per cambiare rotta!

Come gestire la rabbia sul momento: strategie pratiche (anche quando sembra impossibile)

Ora arriva il bello: come si fa a fermarsi prima che scatti l’urlo?

Una mia amica psicologa, durante una chiamata in cui ero proprio sul punto di esplodere, mi ha dato un trucchetto da scuola materna che… FA MIRACOLI.

Respira. Sul serio. Anche solo 5 secondi a occhi chiusi.

Sembra una banalità, ma il cervello, quando senti rabbia, entra in « modalità difesa » e smette di ragionare.

Blocca il pilota automatico con una pausa, anche cortissima.

  • Fai un respiro lento e profondo (o anche due!).
  • Conta fino a 10 (ad alta voce o nella testa, non importa).
  • Pensieri tipo: « Non sono in pericolo, respiro » aiutano più di quanto immagini.
  • Se proprio senti il fuoco dentro, allontanati 2 minuti (anche solo in bagno). Meglio un micro-distacco che una super-esplosione.

Tante volte il rischio è di sentirsi cattivi, fragili, “sbagliati”.

Ma la vera forza di un genitore non è non arrabbiarsi mai… È trovare il coraggio di fermarsi e riprovare meglio dopo.

Su MioDottore puoi trovare consigli ed esercizi di rilassamento basati sulla mindfulness per genitori sempre di corsa.

Alcune domande che mi fanno spesso :
Se urlo con mio figlio, lo segnerò per sempre?
Dire un solo “no” urlato non farà di tuo figlio un adulto problematica! La cosa importante è mostrare dopo che puoi chiedere scusa e migliorare. È la relazione continua che conta, non il singolo errore.
Cosa posso fare quando sento che sto per perdere il controllo?
Prova a trovare la parola “freno” che ti fermi: tipo “STOP!” o “PAUSA!”. Più la usi, più diventa automatica e ti aiuta nei momenti di crisi.
Chiedere scusa ai figli piccoli è utile?
Assolutamente sì. Mostra che anche i grandi sbagliano e si può sempre riparare. Aiuta l’autostima del bambino e rafforza il vostro legame.

Come riparare dopo uno scatto di rabbia (senza sensi di colpa eterni)

E se ormai hai già urlato?

Ora arriva la parte che nessuno ci insegna: “rimettere insieme i pezzi”. Ma si può, eccome.

Una volta, Francesca (nome di fantasia!), mi raccontava che per anni dopo ogni sgridata si chiudeva in bagno e si diceva: “Così faccio del male ai miei figli, sono una cattiva madre…”

Poi però ha provato una cosa diversa: invece di rimuginare ore, è andata da suo figlio, ha respirato profondamente, e gli ha detto: “Anche la mamma sbaglia. Ti ho gridato troppo, mi dispiace davvero”.

Risultato? Si sono abbracciati stretti. Il piccolo si è sentito finalmente visto, non giudicato.

Chiedere scusa ai bambini non è segno di debolezza. Anzi: gli insegni che anche gli adulti hanno emozioni, ma si cresce ogni volta che si ripara e si ama di nuovo.

Su Psicologia-Psicoterapia.it leggi approfondimenti sul ruolo del perdono e su come il “messaggio riparativo” sia fondamentale nell’autostima dei bambini.

Tabella riassuntiva

Cosa fare DOPO uno scatto di rabbiaEffetti sui bambini
Chiedere scusa sinceramenteAumenta la fiducia, riduce la paura di sbagliare
Raccontare cosa è successo e come ti sei sentitoI bambini capiscono che le emozioni sono normali e imparano a gestirle

Lasciati stupire dal potere di questi piccoli gesti.

Col tempo, senti che riavvicinarsi dopo uno scatto è possibile e fortissimo.

E quello che stai insegnando ai tuoi figli oggi… un giorno sarà la loro forza più grande.

STOP ai sensi di colpa eterni.

Lo meriti.

Davvero.

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