Come riconoscere se mio figlio ha bassa autostima: segnali da non ignorare

Foto dell'autrice, Isabelle Fontaine
Di: Isabelle Fontaine
Dottorato in Medicina, Università di Parigi
Pediatra presso l’Ospedale Necker

Ti è mai capitato di guardare tuo figlio dopo una giornata complicata, magari dopo che hai alzato la voce, e sentire quel nodo allo stomaco?

Quella domanda che ti gira sempre in testa: “Ma come sta davvero mio figlio, dentro?”

Non sei la sola. Anzi, capita a tantissimi genitori. E il dubbio aumenta quando vedi tuo figlio chiudersi, mollare subito, o magari dire spesso “non sono capace”.

Sì, quello che ti preoccupa è proprio la sua autostima.

Te lo dico chiaramente: capire se tuo figlio ha un’autostima fragile è fondamentale, non solo per il suo benessere oggi, ma per il suo futuro.

Perché la bassa autostima nei bambini può segnare le loro scelte, i rapporti con te, con gli altri e—sì—anche le loro paure di sbagliare.

Allora oggi ti porto con me a scoprire i segnali da NON trascurare per capire davvero come sta il tuo bambino.

Pronta? Si parte!

DOMANDINA PER TE 🤔
Quando ti capita di urlare e poi senti il senso di colpa… ti sei mai chiesto come si può “vedere” davvero se tuo figlio sta soffrendo per questo?
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A volte i bambini sono bravissimi a mascherare il loro disagio. Ecco perché certi segnali vanno « letti » tra le righe. Scegliere di farsi questa domanda è già il primo passo per proteggerli!

I segnali principali di bassa autostima nei bambini

Te lo dico senza giri di parole: riconoscere quando tuo figlio si sente “piccolo” non è sempre facile. Certi segnali sono sottili, silenziosi.

Ma ci sono comportamenti che tornano spesso nei bambini che hanno una bassa fiducia in sé. Eccoli qui:

  • Dice spesso frasi come “Non valgo niente”, “Non sono buono”, oppure “Non ce la farò mai”
  • Evita nuove esperienze per paura di sbagliare
  • Si arrende subito, anche davanti a compiti semplici
  • Cerca costantemente conferme (“Va bene così?”, “Ti piaccio?”)
  • Si isola o diventa molto silenzioso
  • Mostra irritabilità o si arrabbia facilmente per cose piccole (dietro può nascondersi una fragilità interna)
  • Ha poca iniziativa nei giochi o nelle attività scolastiche

Tanti studi, tra cui una recente ricerca su psy.it, confermano che più i bambini ricevono messaggi svalutanti (anche solo attraverso le nostre espressioni), più tendono a interiorizzare un senso di incapacità.

Una mia amica, Ilaria, una volta mi ha confidato che suo figlio era diventato improvvisamente “invisibile” a casa: sempre in disparte, mai un’iniziativa. Ha fatto un piccolo esperimento: per una settimana, invece di sottolineare solo gli errori, ha iniziato a “vederlo” per le cose buone che faceva, anche microscopiche.

RISULTATO? Dopo pochi giorni il bambino ha proposto lui di apparecchiare la tavola. Un passo piccolo, ma un segno enorme.

Sappi che NON sei solo/a. Una recente indagine di crescita-personale.it riporta che quasi il 35% dei genitori teme che i propri comportamenti possano influire sull’autostima dei figli. Ti ritrovi?

Ah, e se vuoi idee pratiche su come rafforzare l’autostima di tuo figlio giorno dopo giorno, ti consiglio di dare un’occhiata qui: strategie facili per nutrire la fiducia dei bambini ogni giorno.

DOMANDINA PER TE 🤔
C’è un segnale tra questi che hai riconosciuto in tuo figlio ultimamente?
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Se sì, NON vuol dire che hai “fallito”, anzi! Avere consapevolezza è il primo passo per cambiare le cose. Ogni bambino può riprendere fiducia quando sente di essere visto e ascoltato.

Perché la bassa autostima si sviluppa (anche con i genitori più attenti)?

E qui la domanda da un milione di dollari…

Capita di sentirsi in colpa quando si urla o si perde la pazienza. Ma l’autostima dei bambini non dipende solo da un episodio: è fatta di mille piccoli pezzettini che costruiscono (o sgretolano) la loro immagine di sé.

Una volta una mia collega (che di psicologia se ne intende parecchio) mi ha detto: “La voce che usiamo, le parole anche non dette, diventano la voce interna dei nostri figli”.

Semplice, diretto. Ma verissimo.

  • Ripetute critiche o confronti con gli altri
  • Poche lodi per l’impegno (non solo per il risultato!)
  • Genitori troppo severi o eccessivamente permissivi
  • Eventi stressanti (traslochi, separazioni…)
  • Prese in giro a scuola o tra amici

Tutto questo può far sentire un bambino “non abbastanza”, anche se tu, in fondo, vorresti solo proteggerlo.

E piccolo spoiler: succede anche alle famiglie più affettuose! Pubblicazioni di riferimento come spiweb.it spiegano come la cultura dell’errore influenzi il senso di valore nei più piccoli.

L’importante è accorgersene e fare anche solo un passo nuovo ogni giorno.

Ecco alcune domande che mi fanno spesso:
« Se perdo la calma, rovino per sempre l’autostima di mio figlio? »
Assolutamente no! Sbagliare è umano. Quello che conta è come ripari: chiedi scusa, spiega, ricomincia da lì. Anzi, questo insegna a tuo figlio che si può sempre ripartire.
« Un bambino con bassa autostima migliora crescendo? »
Certo, se trova un ambiente accogliente e delle relazioni di fiducia. Il cambiamento può essere lento, ma è sempre possibile sostenere suo sviluppo positivo con attenzione e affetto.
« Quali altri segnali devo osservare a scuola o con gli amici? »
Attenzione se tende a isolarsi, non vuole invitare amici, si mette da parte nei giochi di gruppo o prova paura di esporsi davanti agli altri. Sono piccoli campanelli che meritano ascolto.

Cosa fare se riconosco questi segnali: primi passi utili

Eccola, la domanda che ci fa tremare: ora che l’ho visto, che faccio?

Parti piccolo: ogni gesto, anche minuscolo, ha effetto.

  • Rassicura dopo un litigio: “Ti voglio bene anche quando sei arrabbiato”
  • Nota e “nomina” i suoi sforzi, NON solo i risultati (“Hai dato il massimo con quel disegno!”)
  • Concedi un margine d’errore: racconta anche tu quando hai sbagliato e come sei ripartito/a
  • Favorisci una routine di dialogo serale: “Cosa ti ha fatto sentire fiero di te oggi?”
  • Se le difficoltà persistono, trova il coraggio di chiedere aiuto—anche solo parlando con il pediatra o consultando risorse attendibili online come psypedia.it.

Voglio lasciarti una storia vera (nome di fantasia). Andrea, 7 anni, era sempre sulle sue dopo ogni rimprovero. La mamma ha iniziato una piccola “raccolta” di lodi autentiche. Non le veniva affatto facile (dopo una giornata dura, chi ci riesce?).

RISULTATO? Dopo alcune settimane, Andrea è tornato a chiedere di giocare insieme. Da lì, tutto ha preso una piega nuova. Piccole cose, GRANDI svolte.

Tabella riassuntiva

Comportamento osservatoSignificato possibile
Evita nuove sfideTimore di sbagliare, insicurezza di sé
Cerca costantemente rassicurazioniAutostima fragile, bisogno di approvazione

Ricordati: non sei solo/a, e ogni piccolo passo conta!

Se vuoi approfondire con uno sguardo professionale, puoi trovare buone letture anche su psy.it oppure crescita-personale.it.

DAI, ce la puoi fare!

Tira un sospiro, osserva, ascolta. Il piccolo cambiamento inizia proprio da qui.

Non esiste il genitore perfetto. Ma il tuo desiderio di proteggere tuo figlio e aiutarlo a credere in sé è già il più potente dei regali.

Non dimenticare mai quanto sei capace di cambiare le cose. Tu, per lui, puoi fare la differenza OGNI giorno.

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